
Consegna e riconsegna
Chiarire smantellamento e ripristino dei locali commerciali
Nel contesto commerciale, lo smantellamento non equivale alla demolizione: con la semplice demolizione un edificio viene raso al suolo; lo smantellamento commerciale si concentra sullo smontaggio selettivo…
Smantellamento, svuotamento, ripristino: prima di tutto distinguere bene i termini
Nel contesto commerciale, lo smantellamento non equivale alla demolizione: con la semplice demolizione un edificio viene raso al suolo; lo smantellamento commerciale si concentra sullo smontaggio selettivo e lo smaltimento di elementi non portanti, impianti e allestimenti. Rientrano in questa categoria tramezzi, rivestimenti dei pavimenti, controsoffitti, impianti tecnici, cucine e allestimenti di negozi. L'obiettivo è ottenere una superficie vuota, pulita a fondo, che soddisfi i requisiti contrattuali e consenta la consegna a un nuovo locatario o al proprietario.
A seconda della situazione di partenza, lo smantellamento può riportare i locali allo stato grezzo, ad esempio quando una superficie deve essere preparata per un nuovo utilizzo o una ristrutturazione. Da distinguere è il ripristino: non riporta la superficie allo stato grezzo, bensì allo stato originariamente concordato, ovvero a quello precedente all'installazione degli allestimenti attuali. Chi nella gara d'appalto mescola smantellamento e ripristino, riceve offerte non confrontabili, poiché il volume e i materiali coinvolti nelle due varianti differiscono.
Per ogni locale o unità di utilizzo va definito in anticipo quali elementi smontare, quali lasciare e quali eventualmente sostituire. Solo questa assegnazione fornisce una descrizione delle prestazioni inequivocabile, e quindi la base per un prezzo vincolante.
Dal contratto di locazione alla consegna: cosa fissare per iscritto prima dell'inizio dei lavori
Il punto di partenza è la domanda su quale stato venga richiesto alla riconsegna. Molti locatori esigono la restituzione nello stato originario, inclusa la rimozione di pavimenti, tramezzi o sistemi di illuminazione. Se allestimenti come cucine, allestimenti di negozi o illuminazione possano rimanere dipende dal fatto che il locatore intenda farsene carico o che un nuovo locatario voglia riutilizzarli. In entrambi i casi è necessario un consenso scritto, non basta un accordo verbale in cantiere.
Prima dell'inizio dei lavori vanno fissati per iscritto: la data di riconsegna con ora e modalità di consegna delle chiavi; l'elenco degli elementi da rimuovere e di quelli da lasciare; gli allestimenti rilevati dal locatore o da un nuovo locatario, completo del relativo stato; una documentazione fotografica dello stato iniziale prima dell'avvio dei lavori; e la conferma scritta del locatore che lo stato obiettivo definito corrisponda a quanto dovuto contrattualmente.
Questa conferma è la protezione più efficace contro le richieste di supplementi: senza di essa resta aperto se un muro, un pavimento o un controsoffitto facciano parte dello smantellamento. Chi la richiede prima che cada il primo muro, in seguito negozia sulle quantità, non sulle questioni di principio.
Autorizzazioni e obblighi di notifica: chiarire per tempo con l'ufficio costruzioni del Comune
Le autorizzazioni necessarie variano a seconda del Cantone e della portata del progetto; di norma sono richieste un'autorizzazione allo smantellamento o alla demolizione e, a seconda del progetto, ulteriori permessi. Nel Canton Zurigo, la procedura di autorizzazione edilizia non verifica solo le prescrizioni edilizie, ma chiarisce anche se un'attività commerciale può essere esercitata in una determinata zona e cosa si applica dal punto di vista della protezione ambientale; per i posti di lavoro si aggiungono i requisiti di sicurezza sul lavoro, protezione della salute e protezione dal rumore. Competenti per l'autorizzazione edilizia sono i Comuni, ovvero l'ufficio costruzioni del Comune di ubicazione.
A Zurigo città, un'autorizzazione edilizia è necessaria, tra l'altro, per nuove costruzioni e ristrutturazioni, per la demolizione di edifici nelle zone centrali e per determinate modifiche nell'uso di impianti, allestimenti e dotazioni; quando esattamente sia richiesta un'autorizzazione è regolato dalla Legge sulla pianificazione e sulle costruzioni e dall'Ordinanza sulla procedura edilizia. A seconda del progetto, è inoltre necessaria un'autorizzazione cantonale e le autorizzazioni sono coordinate tra loro. Un'autorizzazione edilizia può essere necessaria anche senza che siano previsti veri e propri lavori di costruzione.
L'accertamento va fatto prima dell'aggiudicazione dell'appalto, non dopo: finché non è chiaro quali autorizzazioni siano necessarie e quanto durino le procedure, non è possibile pianificare in modo vincolante la data di riconsegna. Chi affronta la questione delle autorizzazioni solo dopo l'assegnazione dell'incarico rischia che i lavori non possano iniziare in tempo e che la superficie non venga consegnata entro i termini.
Separazione dei materiali, riutilizzo e smaltimento come parte integrante dello smantellamento
In Svizzera, ogni anno si generano oltre 17 milioni di tonnellate di rifiuti derivanti dalla ristrutturazione e dallo smantellamento di edifici. Oggi solo una minima parte dei componenti ancora utilizzabili viene reinstallata in altri immobili; l'Ufficio federale dell'ambiente sottolinea che il riutilizzo nel processo edilizio deve essere consolidato e rafforzato e che i numerosi attori del mercato esistente devono essere messi in rete in modo migliore. Per un progetto di smantellamento ciò significa: i componenti riutilizzabili vengono censiti e messi all'asta prima dello smontaggio, non smaltiti come materiale di demolizione.
Il tasso di riciclaggio dei rifiuti edili in Svizzera supera l'80 per cento e il riciclaggio dei materiali di smantellamento è già relativamente ben radicato nell'industria edilizia svizzera. In fase di pianificazione, pertanto, vanno previste frazioni separate, tenendo distinti i materiali minerali di smantellamento e chiarendo le capacità di stoccaggio intermedio in cantiere: ogni frazione mista riduce le possibilità di valorizzazione.
Per i casi speciali valgono percorsi specifici: lo smaltimento dei rifiuti, in particolare di apparecchi elettrici, documenti e materiali speciali, è soggetto all'Ordinanza sulla prevenzione e lo smaltimento dei rifiuti (OPSR) e deve avvenire tramite enti riconosciuti come Swico o SENS; i documenti dei clienti vanno distrutti in modo conforme alla protezione dei dati. Le prove di smaltimento vanno conservate in modo da poter essere presentate al momento della consegna.
Svolgimento, offerte e scadenze: come rendere lo smantellamento calcolabile
All'inizio c'è il sopralluogo in loco: una ditta di sgombero seria esamina i locali, gli accessi, l'arredamento, la tecnica, il fabbisogno di smaltimento e le scadenze. Segue un'offerta trasparente con cronoprogramma e, se possibile, prezzo fisso. Più preciso è il sopralluogo, minore è il rischio di richieste di supplementi, poiché quantità e condizioni di accesso sono già note.
Nell'offerta devono comparire separatamente almeno queste voci: smontaggio degli allestimenti, smantellamento degli elementi dovuti contrattualmente, smaltimento a regola d'arte, trasporto di apparecchi e inventario e pulizia finale. Da regolamentare sono anche la distruzione dei documenti, la separazione delle frazioni e la consegna delle prove di smaltimento.
Il cronoprogramma viene calcolato a ritroso dalla data di riconsegna e coordinato con tre parti: con il locatore, con un eventuale nuovo locatario che intende rilevare gli allestimenti e con le scadenze delle procedure di autorizzazione. Le riserve per la durata delle autorizzazioni vanno inserite in questo piano e non in una rinegoziazione poco prima della consegna.
Se dopo lo smantellamento è previsto un altro utilizzo
Se una superficie commerciale in futuro deve essere utilizzata come alloggio, è necessario un cambio di destinazione da richiedere. Se un tale cambio di destinazione sia concepibile dipende fortemente dalle prescrizioni del rispettivo Comune: ogni legge edilizia cantonale conosce determinate zone e prescrizioni d'uso. All'interno di una zona residenziale, gli uffici come attività commerciali silenziose sono in parte ammessi; viceversa, in una zona mista, un alloggio può essere trasformato in ufficio.
Senza autorizzazione, non appena un Comune o un Cantone interviene, minacciano multe e il divieto di utilizzo. Nella procedura di autorizzazione edilizia viene comunque verificato se un'attività commerciale può essere esercitata in una determinata zona: la stessa verifica di zona decide anche se vi si può abitare. Questa domanda va quindi posta all'inizio della pianificazione: lo smantellamento non deve portare a uno stato che comunque non è ammesso per l'uso previsto.


